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martedì 24 settembre 2013

OVERTURES

Al GO4ROCK di Gorizia abbiamo avuto l'occasione di assistere al concerto degli Overtures, nuove promesse di matrice goriziana che, grazie al loro heavy/power metal graffiante, hanno saputo riempire l'area dell'ex mercato goriziano. Prima della loro salita sul palco ricordiamo che si sono esibiti: LoveLace, Escape, EstWind.

Il setlist degli Overtures:
The Maze Under the northern star Of Nightmares Delirium Empty trails You can't spit on me Drum Solo Here we fall A different point of view
Fly Angel The Oracle

Foto a cura di: Nina Ramirez



venerdì 30 agosto 2013

AGNOSTIC FRONT

Le foto del concerto degli Agnostic Front a Cavallino di Jesolo (Venezia) il 18 luglio, curate dal nostro Sparta Photography!












domenica 9 dicembre 2012

KILL THE KLOWN


Eccovi il bellissimo report fotografico a cura di Sparta/Photography della serata live, al Garage Club di San Martino di Lupari (PD) del primo dicembre 2012, degli esplosivi Kill the Klown, band underground padovana/vicentina con quel giusto spirito core/thrash senza compromessi ed una grinta da pella d'oca! \m/

















lunedì 26 novembre 2012

INTO DARKNESS: PAIN+MOONSPELL+SWALLOW THE SUN


Report & credit pics: Marta Sky Beretta 
INTO DARKNESS
PAIN + MOONSPELL + SWALLOW THE SUN
LAKE OF TEARS + SCAR OF THE SUN

E’ l’Estragon di Bologna ad ospitare l’unica tappa italiana del tour “Into Darkness”, interessante festival che vede riuniti sullo stesso palco Pain, Moonspell, Swallow the Sun, Lake of Tears e Scar of The Sun. All’inizio dello show, attorno alle 19, il pubblico è ancora poco presente e un po’ freddo quando i greci Scar of The Sun, al loro debutto con il primo full length sotto l’etichetta italiana Scarlet Records, aprono le danze. La loro proposta di un metal classico scevro di tecnicismi e particolare originalità non scatena un entusiasmo sfrenato da parte dei pochi presenti, nonostante la band ci metta energia e buona volontà, con il frontman che parla un italiano perfetto, ma dimentica per due volte di trovarsi a Bologna e non a Milano, suscitando una certa ilarità! 



Seguono dopo un rapido cambio palco gli svedesi Lake of Tears, la cui proposta musicale può  accostarsi a nomi ben più noti come Tiamat e Sentenced, accolti con maggior convinzione dal pubblico sebbene funestati dal alcuni problemi tecnici a chitarra e basso. I brani proposti pescano dal loro vasto repertorio, con 8 album all’attivo e una carriera ormai quasi ventennale alle spalle, tra cui ricordiamo i più recenti “Taste of Hell” e “Illwill” e la divertente “Boogie Bubble” che scalda il pubblico che inizia a farsi più numeroso in sala.


 Il salto di qualità avviene con i successivi Swallow The Sun, formazione già nota agli amanti di sonorità doom/goth. Una nebbia azzurra e fredda accoglie la formazione on stage, glaciale nella sua perfezione e irrefrenabile nella sua potenza. Vengono proposti sia brani più rodati come  che alcuni più recenti tratti dal loro ultimo “Emerald Forest and the Blackbird”. L’esibizione è pulita, potente, coinvolgente e di grande impatto, come si evince dall’ottima risposta del pubblico.  Sarebbe bello poterli rivedere ancora nel nostro paese con più tempo a loro disposizione e ci auguriamo sia possibile! 



Il momento più atteso dalla maggioranza del pubblico, che nel frattempo si è fatto molto numeroso ed impaziente, arriva quando nella sala risuonano le prime inquietanti note dell’intro di “Axis Mundi”, opener dell’ultima fatica discografica dei portoghesi Moonspell. Cadono le tenebre e l’entusiasmo del pubblico è alle stelle quando il quintetto lusitano da inizio al proprio superbo show. Luci e suoni perfetti, chitarre potenti supportate da una sezione ritmica inarrestabile costruiscono un muro di suono sul quale il frontman e anima della band Fernando Ribeiro, calzando per la prima song un elmo romano,  infiamma gli animi di un pubblico che riversa sulla band lo stesso fiume di energia che li investe dal palco. L’accoglienza è perfetta e la band lo percepisce, regalando con energia e passione i vecchi classici come la sulfurea “Opium”, l’oscura “Awake”, la tenebrosa “Vampiria” insieme a nuove composizione come la travolgente “Alpha Noir”, la furiosa “Licanthrope” e l’avvincente “Em nome do Medo” cantata in portoghese a squarciagola da tutti i presenti, e il pubblico non sembra averne mai abbastanza. La band è in forma smagliante e non si risparmia, chiudendo lo show in un crescendo con l’inno “Alma Mater” e la decadente magia di “Full Moon Madness”. Sarebbe davvero tempo per questa band di calcare i nostri palchi con un tour da headliner, perché la setlist composta da appena una decina di canzoni è davvero volata!












Chiudono la serata gli headliners Pain, che si presentano onstage con grande carisma e professionalità, con una scenografia davvero meritevole, sound compatto che ha un buon impatto sul pubblico. Il genere proposto è ricco di contaminazioni elettroniche e il pubblico accoglie con buon entusiasmo saltando, pogando e ballando! La professionalità  e l’ottima attitudine live danno energia ad uno show che per genere proposto ha poco a che spartire con le band che li hanno preceduto e forse, in mia opinione, l’accostamento nel bill non è stato dei più riusciti ma la band capitanata da Peter Tägtgren da vita ad uno show di buon livello, partendo con “Same old song” seguita da “I’m going in” e dalla super-catchy “Monkey Business”, mentre “On and On” fa ballare la folla, fino alla conclusiva “Shut your mouth”. Sulle note dell’outro sinatriano “My Way”  la band saluta il proprio pubblico e conclude in bellezza una serata decisamente riuscita, anche grazie alla gentilezza delle band che a termine show si sono rese a lungo disponibili per incontrare i fans fuori dal locale. Visto il successo e la buona partecipazione di pubblico, speriamo che il nostro paese possa di nuovo ospitare presto eventi di questo calibro!