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giovedì 12 luglio 2012

NIGHTRAGE

Intervista a cura di: Zimon
La nostra intervista al chitarrista Marios Iliopoulos 
dei Nightrage


- L'anno scorso è uscito l'ultimo vostro album "Insidious", com'è stato recepito dal pubblico e dai media?
La reazione e' stata veramente positiva, sia da parte della stampa dove abbiamo avuto delle belle recensioni, che dai fans avendo amato da subito il nuovo album, e siamo veramente contenti della cosa. Insidious e' un passo avanti per il nostro melodic death metal, ed e' quello che stavamo cercando. Contiene canzoni e idee che riempiono le nostre aspettative come un metal album deve suonare, non abbiamo voluto distaccarci dal metal tradizionale, ma abbiamo cercato di renderlo piu' interessante, introducendo belle parti vocali, e un po' di orchestrazioni, per cercare di dare a certe canzoni un feeling particolare con l'ascoltatore.


- Insidious è il vostro quinto album, qual'è l'influenza maggiore che vi ha ispirato alla composizione dell'album?
Siamo influenzati da molti generi, in questi anni siamo diventati ancor piu' noi stessi fan della musica che scriviamo, amiamo band storiche come Maiden, Testament e Metallica, ma anche At The Gates o Dissection che hanno saputo creare quel particolare Melodic death metal legacy.




- Qual'è la tua canzone preferita dell'ultimo album? E quella dell'intera discografia?
Mi piacciono tutte le canzoni del nuovo album, e' difficile a volte sceglierne una, sono come dei figli.
Ma se devo dirne proprio una e' Insidious, la title track dell'album, e Solar Corona, sono due canzoni differenti ma allo stesso tempo si può riconoscere ogni elemento dello stile Nightrage.


- Dopo il secondo album, ci sono stati vari importanti cambiamenti a livello di line up, possiamo chiamare questa una seconda vita per i Nightrage? 
Bhè.. con tutte le cose che sono accadute non si è potuto fare niente, si è dovuto andare avanti comunque per sopravvivere come band, per i fan e per la musica, e sono contento di quello che sono/siamo riusciti a fare come Nightrage.
Penso che stiamo continuando a fare buona musica come su ogni album della band.


- Con la line up attuale, pensi di esser riuscito a trovare i musicisti adatti per la band?
Yeah! penso di si, abbiamo un buon rapporto, tutti i ragazzi amano questa band, e sono consapevoli dei sacrifici da fare per i nuovi album ed i tour, anche se a volte non sai quello che potrebbe accadere, e spero proprio di riuscire a continuare con questa line up per molti anni ancora.




- La svezia è la tua seconda patria, quali sono le pricipali differenze fra il tuo paese natale e questo?
Yeah, sono due paesi diversi, per prima cosa sotto l'ambito climatico, e soprattutto per la mentalità, la società vive e lavora sotto aspetti diversi. 
Io amo la Svezia, per la mentalità aperta delle persone, e la Grecia per il grande cuore che le persone hanno, si è tutti amici!


- State lavorando al nuovo album? Cosa ci dovremmo aspettare dal nuovo materiale?
Al momento mi sono preso una pausa, voglio ricaricare le batterie per essere pronto al meglio al nuovo album, non voglio affrettare la cosa, e voglio essere ispirato al meglio, nella nuova composizione.
Penso al meglio, per poi tornare con uno dei migliori album della band, per noi e per i fans!


- Grazie mille per il tempo Marios, speriamo di vederti di nuovo in Italia, per un nuovo tour, e ti auguriamo il meglio con i tuoi Nightrage. Qualcosa da aggiungere?
Grazie davvero per il vostro interesse, e spero di tornare presto nel vostro bel paese, so che anche voi come noi avete passato dei moementi di difficoltà, ma spero vivamente che supererete questi problemi e dare il meglio che potete dare.
Keep the metal flag alive and well.

venerdì 20 aprile 2012

THE MODERN AGE SLAVERY

Intervista e credits photo: Nina Ramirez

La nostra intervista a Mibbe degli emiliani "The Modern Age Slavery"


"The Moder Age Slavery" ovvero "lo schiavo dei tempi moderni" e quindi del processo di 
industrializzazione. La vostra vuole essere una visione positiva o è un processo di non ritorno?
Adesso viviamo in una società dove c'è tutto e troppo. Quindi siamo assuefatti da tutte queste nuove tecnologie. Ha i suoi lati positivi e negativi. Positivi perchè adesso si ha un modo di comunicare molto veloce e con un semplice click si può arrivare dappertutto, cosa che fino ad una decina di anni fà era impensabile. D'altro canto però si è persa la comunicazione umana tra le persone ed il rispetto per le varie forme d'arte. 
Anche nel nostro campo, quello musicale, queste nuove tecnologie hanno portato si una maggiore diffusione della musica, grazie ai vari social network e siti specializzati, però poi la gente non compra più dischi, le etichette discografiche sono in crisi e non investono più su nuove realtà. Basterebbe sfruttare queste tecnologie con un minimo di intelligenza!


La tecnologia in ambito di registrazione e in ambito live, quanto vi è d'aiuto e quanto può essere invece un' arma a doppio taglio?
Tutto stà a come viene utilizzata, non bisogna abusarne! Capita spesso di sentire dischi con migliaia di sovraincisioni sia vocali che musicali, che poi spesso in fase live non vengono eseguite o riprodotte al 50%. Ormai si è arrivati ad un punto che in studio si riesce a fare tutto e di più però poi è in fase live che si vede se il musicista suona bene oppure no.

Siete in fase di scrittura del vostro secondo full-lenght ci sarà un'evoluzione nel vostro sound visto anche il cambio di line-up o la vostra proposta rimarrà costante?
Siamo rinchiusi in studio proprio in questo periodo e ti anticipo già che sarà un album molto più veloce e brutale rispetto al precedente, tutto è nato in maniera naturale, senza seguire le mode, cercando di personalizzare il nostro sound inserendo anche atmosfere cupe e claustrofobiche. Lo sconsigliamo ai deboli di cuore (ahahah).


Molti membri del vostro gruppo fanno parte di altri progetti paralleli piuttosto avviati, questo vi crea qualche problema logistico o può essere positivo per i differenti punti di vista che arrivano all'interno del gruppo?
In questi casi sapersi gestire e mettere delle priorità è di fondamentale importanza per evitare problemi, disguidi e coincidenza di concerti. Basta solo organizzarsi per tempo. Il fatto di suonare in altre band è un fatto positivo perchè ti dà la possibilità di fare nuove esperienze, conoscere nuova gente e di promuovere anche il nome dei TMAS in posti dove ancora sei sconosciuto.

Dopo i vostri svariati tour avrete sicuramente parecchie vicende da raccontare, c'è n'è qualcuna che vi è rimasta talmente nel cuore da volerla condividere con noi?
Ovviamente il primo Tour non si scorda mai :-) i Malevolent Creation e i Vomitory sono delle persone fantastiche, umili, e sopratutto molto rispettose nei nostri confronti. Si è creata una vera amicizia che prosegue tuttora. Durante la notte, dopo il primo concerto, eravamo nel tour bus con il batterista ed uno dei chitarristi dei Malevolent Creation tra una birra e l'altra, mentre si parlava del più e del meno, ci dissero: "finalmente un gruppo che spacca il culo, ora il pacchetto del tour è perfetto, andiamo a spaccare l'Europa in due!!" Quella frase ha ripagato tutti i nostri sforzi fatti fino a quel momento ed una grande carica per il proseguimento del tour.


Qual'è stato lo stage che vi ha lasciato qualcosa di ineguagliabile sia a livello d'importanza che di prestazione?
Ogni data, piccola o grande che sia, ha la sua importanza. Nelle varie date italiane che abbiamo fatto ho un bellissimo ricordo del Total Metal Fest a Bari. Un ottima organizzazione, un pubblico numeroso e calorosissimo. 
In quelle all'estero sicuramente il primo dei due concerti che abbiamo fatto in tour insieme ai Cannibal Corpse in Germania, noi eravamo il secondo gruppo di un festival di 8 band tra cui Obscura e Dying Fetus. Siamo saliti sullo stage alle 16 e c'era già la sala gremita di persone cariche e super esaltate. Il palco era la cosa più grossa che abbia mai visto in vita mia, mi sentivo anche in imbarazzo con tutto quello spazio a disposizione. Poi abbiamo avuto la fortuna di stare a stretto contatto con alcuni dei tuoi idoli. Una giornata indimenticabile!


Negli ultimi anni, nella scena death italiana oltre a voi sono usciti fuori nomi come Hour of Penance, Flesh God Apocalipse e altri..come vedete il futuro di questa scena italiana? Rimarranno solo delle parentesi o sono le basi per fondere una solida scena?
Non abbiamo niente da invidiare a nessuno, il panorama italiano in questi anni è cresciuto ed è in continuo fermento, i gruppi ci sono, le idee pure, quello che manca sono gli spazi e i mezzi per promuoverli.
I gruppi che hai citato non sono affatto delle parentesi anzi sono solide realtà che si stanno affermando anche oltre oceano. Anche noi faremo di tutto per promuovere e diffondere il made in Italy.

Lo staff di Growl in Italy ringrazia per la collaborazione e lasciamo le ultime parole di quest'intervista a te...
Grazie a voi per averci concesso questo spazio! Sarò ripetitivo ma dico di continuare a sostenere il metal tricolore, non volete comprare il cd, ok scaricateli ma andate ai concerti, solo li potete vedere con i vostri occhi che ci sono in giro band che spaccano il culo! Horns Up!!!!!!


Direttamente dallo studio di registrazione, il loro primo studio diary del nuovo album:

sabato 25 febbraio 2012

Delirium X Tremens

 La nostra intervista ai bellunesi Delirium X Tremens

 
I Delirium X Tremens sono una realtà longeva, come è stata la vostra evoluzione negli anni?
Ciao qui Pondro bassista dei Delirium X Tremens. Si come hai detto siamo attivi ormai dal 1998, la line up iniziale della band era molto diversa da quella attuale ma poi con il passare degli anni abbiamo trovato un assetto stabile con me al basso, Ciardo alla voce (io e lui siamo insieme dall’inizio), Med alla chitarra e Thomas dietro alle pelli. Inoltre dal vivo ci avvaliamo dell’aiuto di Fabio Perucchini (già nei Seven Dark Eyes) alla seconda chitarra. Dal punto di vista musicale la nostra evoluzione è stata costante e di certo non è finita siamo passati dal essere una cover band a creare i primi brani che sono andati a finire sul nostro ep del 2003 CyberHuman che era caratterizzato da un death metal mid tempos ed un concept incentrato sul odio verso la tecnologia e la massificazione del pensiero. Nel successivo album di debutto CreHated From No_Thing uscito nel 2007 per Punishment 18 Records ci siamo evoluti spingendo maggiormente il piede sull’acceleratore e introducendo nel nostro sound elementi quali synth e suoni quasi elettronici il tutto per enfatizzare ancora di più il concept legato alla tecnologia e alla storia di uno scienziato ossessionato dal raggiungimento della vita eterna. Nel 2011 poi è uscito la nostra nuova fatica Belo Dunum – Echoes From The Past sempre per Punishment 18 Records, si tratta di un disco che va a scavare nelle nostre radici culturali, nelle tradizioni della nostra terra la provincia di Belluno, musicalmente è un evoluzione di quanto fatto in passato ma in senso quasi inverso, avviamo semplificato le strutture delle canzoni ma curato molto di più le fasi di arrangiamento, introdotto l’utilizzo di strumenti tipici della nostra tradizione musicale quali fisarmonica, cori e flauto. Abbiamo fatto ciò per aderire il più possibile a quello che è il concept e all’idea di ritorno al passato che volevamo abbracciare, credo che con questo disco ci stiamo avvicinando sempre di più a quello che è il nostro vero scopo come musicisti e cioè quello di creare un sound personale al 100%. 

Avete condiviso il palco con molte realtà, più o meno importanti, quali sono i vostri ricordi più belli?
Nel corso degli anni abbiamo veramente potuto condividere il palco con band che sono parte integrante del nostro background musicale come Asphyx, Massacre, The Haunted, Necrodeath, Novembre, Napalm Death e altri. Momenti belli ce ne sono tantissimi personalmente non posso non ricordare il primo concerto fatto con gli Asphyx a Milano, durante le prime tre canzoni Martin Van Drunen è rimasto a bordo palco a seguire la nostra esibizione e per me è stato un vero onore. Da ricordare poi anche le nostre esperienze al Badia Rocks in Val Badia (Bz) e al Metal Days a Trento dove abbiamo avuto l’opportunità di suonare di fronte ad un bel pubblico. Esperienze belle ce ne sono davvero tante come ti dicevo e non basterebbe una intervista per raccontarle tutte, ci vorrebbe una serata da passare con una bella bottiglia di grappa davanti! 

Il vostro ultimo album ha delle canzoni cantate in dialetto e in italiano, come vedete l'utilizzo delle suddette?
Che dire, abbiamo utilizzato l’italiano e il dialetto dove le canzoni lo richiedevano, c’erano dei punti dei testi che in inglese non avrebbero avuto lo stesso significato e la stessa intensità ed è per questo che abbiamo deciso di lasciare quelle parti in italiano e in dialetto. In particolare Artiglieria Alpina è tutta cantata in italiano perché vuole essere un tributo al glorioso corpo degli Alpini morti in guerra, un corpo d’armata che è proprio di noi italiani ed inoltre non c’è parola inglese che possa tradurre la parola Alpino con la stessa intensità e con lo stesso significato che questa ha nella nostra lingua madre. Nelle altre canzoni abbiamo utilizzato l’inglese perché è comunque più fruibile a livello internazionale e perché le metriche in inglese sono più agevoli da costruire, abbiamo però voluto assolutamente inserire nel booklet i testi in italiano completi in modo che tutti potessero comprendere il nostro concept al 100%. Per quel che riguarda le band che utilizzano solamente l’italiano la vedo come una scelta importante ma se fatta con cognizione di causa assolutamente condivisibile. 

Negli ultimi anni in Italia si stà cominciando ad avvertire del fermento a livello di underground, voi come vedete la situazione?
Quello che dici è innegabile e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, in quasi tutti i generi, molte band italiane iniziano ad avere le attenzioni di grosse label e a partecipare a grossi tour in giro per il mondo e questo è un bene per tutto il movimento. Personalmente come ho già detto in altre occasioni però trovo che il problema sia interno e mi spiego, per prima cosa trovo che il pubblico medio italiano sia ancora troppo esterofilo e tra l’acquisto di un cd di una band nostrana e dell’ennesimo side project proveniente dalla Norvegia tende a prediligere il prodotto estero che a volte è di qualità più scadente. Un altro problema sono le strutture che in Italia sono alquanto carenti e la possibilità di suonare per le band è sempre minore o le condizioni per farlo non sono ottimali per offrire uno show degno di nota. Ultimo aspetto e forse questa è la cosa più triste, gli pseudo addetti ai lavori snobbano spesso e volentieri le band di casa nostra, quante band italiane ci sono nei maggiori eventi live organizzati nel nostro paese? Si possono contare sulle dita di una mano e sono sempre più o meno gli stessi 4 o 5 nomi, in Germania non funziona così per esempio, nei bill dei maggiori festival teutonici ci sono decine di band tedesche anche semisconosciute ma che possono dimostrare il loro valore e farsi conoscere da un audience numerosa, in questo da noi c’è ancora moltissimo da fare. 

Grazie della collaborazione ragazzi, lascio a voi la conclusione dell'intervista..

Grazie innanzi tutto per la possibilità dataci e per la bellissima recensione sulla vostra webzine. Se volete sentire lo spirare dei venti provenienti dalle dolomiti non esitate a procurarvi una copia del nostro disco contattandoci al nostro indirizzo mail info@deliriumxtremens.com o visitando il nostro sito ufficiale www.deliriumxtremens.com . Fatevi travolgere dal vento delle dolomiti, preparatevi dimenticare il presente e ad ascoltare il passato!

mercoledì 15 febbraio 2012

Dead Summer Society


La nostra intervista a Mist dei Dead Summer Society



Il vostro album di debutto dimostra già una maturità profonda, avete mai pensato di reclutare dei turnisti per portare il vostro progetto sul palco?
Grazie, penso sia davvero un bel complimento! DEAD SUMMER SOCIETY è un mio progetto solista nato ufficialmente nel 2010. Ho esperienza in varie bands (How like a winter in primis) e in questo personale progetto volevo esprimermi in modo tale da far confluire nella musica tutte le mie influenze ed esperienze, cercando nel contempo un certo approccio sperimentale. Se c'è già una maturità lo devo al fatto che i pezzi nascono in maniera molto spontanea, naturale, senza essere rimaneggiati, essi rispecchiano molti stati d'animo differenti, e probabilmente tutto ciò contribuisce a conferire una certa personalità al lavoro. A dire il vero penso che DEAD SUMMER SOCIETY resterà un progetto da studio, per scelta.

Entrambi avete anche altri progetti, cosa vi ha portato a dar vita ai Dead Summer Society?
DEAD SUMMER SOCIETY nasce essenzialmente come mia one man band. Come accennavo, sentivo l'esigenza di esprimermi in un progetto tutto mio, senza compromessi. Dopo la release di "The heart of autumnsphere", demo completamente sperimentale del 2010, ho deciso di collaborare con cantanti per aggiungere vocals alla mia musica. Ho conosciuto Trismegisto, vocalist e musicista coinvolto in diversi progetti molto interessanti (tra cui Cult of Vampyrism e Teeth and Thorns), e così è nata una collaborazione che sicuramente continuerà anche in futuro.  In seguito ho conosciuto anche Claudia e Federica, le due voci femminili presenti nel lavoro.

A quali gruppi, nel caso, vi siete ispirati per dar luce a questo progetto? 
Musicalmente le influenze sono molteplici. Bands tra le mie preferite come My Dying Bride e Paradise Lost, Opeth e Katatonia hanno sicuramente influenzato il sound di "Visions...", ma in generale penso ci sia dell'altro...dark ambient, elettronica, folk...

In alcuni brani del disco, vi sono parti in italiano. Pensate di utilizzare esclusivamente l'italiano per alcuni brani futuri? Cosa pensate dei gruppi che scelgono il cantato esclusivamente in italiano?
Si, ho inserito parti di recitato femminile allo scopo di dare un flavour "teatrale" ad alcuni parti, anche in italiano per creare un certo contrasto. Nulla da dire nei confronti di chi usa esclusivamente il cantato in italiano, non nego di poterlo riutilizzare in futuro, magari in contesti particolari, anche se non penso di realizzare un pezzo utilizzando esclusivamente la nostra lingua...:-)

Il vostro artwork risulta molto ispirato, vuoi cercare di raccontarci come è nato?
L'artwork di "Visions.." è fantastico, e per due motivi: è bellissimo, e l'artista che lo ha realizzato, Diletta Falco, ha colto in pieno il concetto che sta dietro al titolo dell'album. Le canzoni contenute nell'album riflettono le mie personali influenze ed esperienze, ed incarnano diverse emozioni, sentimenti differenti. Sono stilisticamente piuttosto diverse tra loro, raccontano ed esprimono molteplici stati d'animo, come fossero momenti, frammenti, visioni da tante, mille vite diverse...

Grazie per l'intervista, vi lasciamo l'ultima parola:
Ciao ragazzi, grazie per il supporto! Vi lascio un po' di contatti per approfondire la conoscenza di DEAD SUMMER SOCIETY:

deadsummersociety@libero.it

Ciao e grazie ancora!
Emiliano / DEAD SUMMER SOCIETY