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domenica 30 settembre 2012

SOULFLY - MAXIMUM CAVALERA TOUR 2012

Report a cura di: Zimon
Credits Pics: Nina Ramirez
SOULFLY + INCITE + LODY KONG
"MAXIUM CAVALERA TOUR 2012"
New Age Club (Roncade-Treviso)

Il 23 settembre scorso il New Age club ha aperto le porte alla nuova stagione di concerti 2012/2013, e l'ha fatto con il botto. Per l'ennesimo anno consecutivo tornano a calcare il palco del club trevigiano i Soulfly, con un tour d'eccezione intitolato "Maximum Cavalera Tour" un tour che vede protagonista la famiglia Cavalera, e per la prima volta a dividere il palco con Max e soci, vediamo e sentiamo, i "Lody Kong" giovane gruppo che vede Zyon alla batteria e Igor alla voce/chitarra, i due figli piu' giovani di Max e Gloria, e come secondo special guest della serata gli Incite, band capitanata da Richie, il figlio più grande e fratello dello scomparso Dana. Verso le 21.30, in una sala ancora vuota data l’ora, sale sul palco il primo gruppo, i Lody Kong, band poco conosciuta alla massa, che in circa mezzora di show, caratterizzato da un suono non proprio perfetto, propone un mix tra punk e metal abbastanza anonimo, unica nota positiva Zyon alla batteria, con un drumming molto aggressivo e d’impatto, ma che come il resto della band deve crescere soprattutto in fase di songwriting. 
LODY KONG - SETLIST:
01. MONKEYS
02. CRAZY JOE
03. DISCONNECTED
04. EARTH IS YELLOW
05. BLOODY TOY BOATS
06. RUMSFIELD
07. COOKIE DOUGH
08. SMASSHED
09. BONE DIGGA
10. DREAMS AND VISIONS



Tutto il report fotografico è on-line qui:

Dopo la loro esibizione fa un po' strano pensare che, alla loro eta' circa, il padre Max ha scritto album come Morbid Vision o Schizophrenia. Il locale comincia a riempirsi, e con un cambio palco veloce e' l'ora degli Incite, band che abbiamo gia' avuto modo di vedere live, sempre di spalla ai Soulfly, nei concerti precedenti a questo. Dal punto di vista d’ impatto scenico Richie e soci sono cresciuti molto, dalla prima volta che li abbiamo visti, ma anche loro alla lunga, rimangono un gruppo con una proposta musicale abbastanza anonima, pur avendo un proposta che ben s’accompagna con la moda death del momento. Aspettiamo tutte e due gli special guest alla prova del nove con i loro lavori in studio futuri, e vedremo se sono all'altezza del cognome che portano. 
INCITE - SETLIST:
01. DOWN AND OUT
02. TYRANNY’S END
03. NOTHING TO FEAR
04. END RESULT
05. FEEL THE FLAMES
06. HOPELESS
07. THE AFTERMATH
08. DIE ALONE
09. THE SLAUGHTER
10. ARMY OF DARKNESS



Tutto il report fotografico è on-line qui:

Il palco viene liberato dalla strumentazione degli special guest, la bandiera del brasile che copriva la batteria viene tolta, i tecnici preparano in tutto e l'asta del microfono di Max con le catene appese domina il centro del palco. La luce viene abbassata lentamente e l'intro "Resistance" scandisce l'inizio dello show. Gli headliner della serata uno ad uno entrano in scena, per ultimo entra Max che prende posizione con le corna alzate al cielo dando inizio allo spettacolo con "World Scum", tratta dall'ultimo lavoro "Enslaved". Già dalle prime canzoni notiamo un Max Cavalera non al top della sua forma fisica, forse già da troppi anni ormai, abbastanza invecchiato e appesantito, e con la voce abbastanza lontana al vecchio ruggito d’un tempo, ma che, anche se ormai è solo l'ombra del guerriero che fu, lo si ritrova sempre sul palco imperterrito a sudare e a combattere per la propria musica. A sostenerlo sul palco alla chitarra solista ritroviamo l'ormai suo braccio destro Marc Rizzo, ed a completare la line-up alla sezione ritmica vi è alla batteria David Kinkade, già batterista dei norvegesi Borknagar, e al basso/seconda voce Tony Campos, già bassista e voce di Static-X e Asesino. La setlist della serata comprende i vecchi cavalli di battaglia dei Sepultura, sempre ben accolte dal pubblico, come: "Refuse /Resist", "Troops of Doom", "Arise", "Territory", e L'immancabile "Roots Blood Roots", canzoni dai vari album della band come: "Blood Fire War Hate", "Frontlines", "Prophecy", "Back to the Primitive", "Defeat u", introdotta dal ringraziamento di Max ai fan per l'affetto ed il supporto in questi anni, essendo il 2012 l'anniversario dei 15 anni di vita della band, passando poi ad "Eye For an Eye" la prima canzone del loro album omonimo del lontano 1998, il tutto intervallato da stecchetti musicali di cover di vecchi classici del metal come "Iron Man" dei Black Sabbath e "Walk" dei Pantera o dalle solite frasi "colorite" sempre apprezzate dal pubblico italiano. Poche sono state le canzoni tratte dall'ultimo lavoro in studio della band "Plata o Plomo", dove troviamo Tony Campos alla seconda voce, che con la sua potenza vocale, quasi copre le parti vocali di Max. Con "Revengeance" Max, il vecchio guerriero con la sua immancabile tenuta mimetica, per l’occasione chiama sul palco la sua famiglia, i giovani guerrieri della sua tribù, dietro le pelli Zyon, e alle seconde voci Richie e Igor. Tutto sommato un bello show che come al solito non da un momento di tregua, e anche se il pubblico non era quello delle grandi occasioni, ha fatto il proprio dovere rispondendo con circle pit e stage diving alle continue incitazioni del frontman brasiliano.
SOULFLY - SETLIST:
01. WOLRD SCUM
02. BLOOD FIRE WAR HATE
03. REFUSES RESIST
04. EXECUTION STYLE
05. FRONTLINES
06. PROPHECY
06. PRIMITIVE
07. DEFEAT U
08. DOWNSTROY
09. INTERVENTION
10. ARISE
11. TROOPS OF DOOM
12. TERRITORY
13. PLATA O PLOMO
14. REVENGENCE
15. ROOTS
16. JUMP / EYE FOR AN EYE





Tutto il report fotografico è on line qui:

lunedì 10 settembre 2012

METALCAMP 2012

Report a cura di: Zimon
Credits photo: Nina Ramirez
METALCAMP 2012
Tolmino - Slovenia


Anche quest'anno è stata la volta per il Metalcamp, nona edizione per questo festival, che con il passare degli anni ha saputo riscuotere grandi consensi dal pubblico e non, e si è fatto strada fra i Big, diventando un appuntamento imperdibile, tra i festival estivi europei.
Durante tutte le giornate è stata pubblicizzata la notizia di un importante cambiamento per il prossimo anno, confermando poi il tutto con una conferenza ufficiale, dove è stato spiegato che per il decimo anniversario del festival, ci saranno delle grosse novità, tra cui la più importante, quella di un nuovo nome "METALDAYS" e si terra dal 22 al 28 luglio.
Ma torniamo all'edizione appena passata. 
La seconda giornata si apre con due giovani gruppi "Brezno" e "Avven" che scaldano, l'ormai già calda giornata, con la loro musica, un misto tra Metal/rock e Folk.

MADBALL:
Dalle 5.30 in poi iniziano a salire sul mainstage i primi gruppi di rilievo.
Il primo sono i "Madball", carichi e felici di rappresentare la scena hardcore di New York, qui in Slovenia, in questo festival che solo negli ultimi anni ha iniziato ad aprire le sue porte anche a quei gruppi, che si distaccano dalla scena metal tradizionale, cosa sottolineata più volte dal cantante Freddy Cricien, soddisfatto sia dallo show tenuto dalla band, che dalla bella risposta del pubblico.
Una scaletta che ha proposto vecchi successi della band come "Down by law", "Infiltrate the system", "Set it off", e nuovi brani tratti dal loro ultimo lavoro in studio "Empire".
Uno show energetico e potente dal tipico trademark newyorkese: "Hardcore Still Lives!".

PARADISE LOST:
Alle 21.15 è la volta della prima bigband della serata, i "Paradise Lost", sul palco viene elevato il telone raffigurante la copertina di "Tragic Idol", l'ultimo lavoro in studio della band.
Le luci si spengono, Nick e soci salgono sul palco, e lo show ha inizio.
Il setlist propone brani tratti dal loro ultimo album come, "Fear of impending hell", "Honesty in death", "In this we dwell" e la title track "Tragic idol", mixati a brani che percorrono l'evoluzione sonora della band, che ha saputo evolversi pur mantenendo la propria integrità di gruppo, dalla storica "Pity the sedness" dal sound più grezzo e cupo, a "Say just word" e "One second", sonorità più sperimentali e melodiche, non potevano mancare anche brani tratti da draconian times, di cui la band l'anno scorso ha festeggiato l'anniversario dell'uscita dell'album.
Gran bello show, unico appunto, gli inserti elettronici in alcune canzoni erano fin troppo alti da coprire le parti vocali di Holmes, non proprio in forma, vocalmente parlando.   

AT THE GATES:
Headliner della seconda serata sono stati gli At The Gates, una delle band più infuenti per la scena metal europea, che dopo il loro primo tour di reunion, un po' di anni fa, hanno voluto omaggiare i propri fan di una seconda occasione per vederli live con la formazione originale.
Calato il telone legato alla scenografia dei Paradise Lost, viene fissato quello degli ATG con il logo della band imponente.
Subito il pubblico inizia ad incitare, l'uscita sul palco di Tomas e soci, al grido di "at-the-gates! at-the-gates!".
L'attesa è breve, e sulle note della mastodontica "Slaughter of the Soul" (penalizzata da dei problemi tecnici iniziali dell'impianto sonoro esterno), la band parte in maniera esplosiva, e come una mitragliatrice spara i propri riff killer sul pubblico, Tomas "Tompa" è in forma come sempre, correndo da un lato all'altro del palco incitando la folla in delirio.
Lo show ripercorre la storia della band dal primissimo EP "Gardens of Grief" del 1991, all'ultimo album in studio "Slaughter of the Soul" del 1995, che li ha consacrati al grande pubblico.
Uno show da manuale, sia dal punto di vista musicale/vocale, che da quello scenico, la giusta proclamazione per questa band, la fotografia perfetta di quello che è stato capace questo gruppo, in fatto di songwriting, e che in pochi anni, ha saputo evolversi ed influenzare l'intera scena musicale mondiale.
Una nota di merito va ad Adrian Erlandsson, batterista della band, che con la sua doppia esibizione, prima con la sua band attuale, i Paradise Lost, e poi con la band che lo ha lanciato, ha dimostrato di essere una pura macchina da guerra dietro le pelli, senza perdere un colpo.

HATEBREED:
Nella quarta giornata del festival salgono sul palco gli Hatebreed, storica band americana che, dopo 3 anni torna in terra slovena a calcare il palco del Metalcamp, James Jasta esce sul palco con il suo grido di battaglia "Metalcamp! Lose your fuckin' mind!!" e con "Defeatist" inizia lo show.
Gli innumerevoli circle pit alzano subito la polvere che raggiunge la band sul palco.
Vengono proposti i brani dall'ultimo omonimo lavoro in studio, intervallati dalle songs più di rilievo degli altri album che hanno segnato la storia della band.
Jasta dedica anche una loro canzone agli idoli/amici che ci hanno lasciato: Dio, Darrel, Paul Gray e Rev.
Destroy Everythings è la chiusura perfetta per ogni concerto degli Hatebreed, l'ultimo pugno in faccia, amichevole e simbolico, che la band lascia ai propri fans in delirio.

SEPTIC FLESH:
Contemporaneamente all'esibizione degli Hatebreed nel mainstage, nel secondstage salgono sul palco i Septic Flesh.
La band greca è in tour per promuovere l'ultimo lavoro in studio "The Great Mass", un palco un più contenuto rispetto a quello principale, non ferma l'impatto di questa band che riesce comunque a coinvolgere la folla numerosa accorsa per lo show.
Circa mezzora di show, uno show ridotto, dove sono stati proposti solo i principali brani degli ultimi  lavori in studio, "Communion" del 2008 e appunto "The Great Mass" del 2011.
Grande impatto scenico e sonoro, con un Seth Siro in forma e sempre molto teatrale nella sua performance, che ha saputo coinvolgere i propri fans.
Speriamo di rivederli prossimamente su un giusto palco, con uno show non ridotto e con una scenografia degna di questo band.

KORN:
La terza serata del Metalcamp è dedicata ad un gruppo inusuale per questo tipo di festival, ma che allo stesso tempo segna un punto di cambiamento musicale, un'apertura verso dei generi, che pur essendo sempre metal sono influenzati da sonorità più sperimentali, più "Nu metal", stiamo parlando del terzo headliner di rilievo per l'edizione del 2012, i Korn.
Una scelta tanto criticata, dai non amanti del genere, ma allo stesso tempo tanto osannata dai fans del gruppo, accorsi numerosi per l'evento.
Dopo averli visti, veramente in tutte le salse, con la formazione originale al completo, e poi con i vari cambi di line up, prima l'uscita dalla band di Head, poi di David Silveria, sostituito da Joey Jordison, e poi l'arrivo in pianta stabile si Ray Luzier alla batteria. 
Quest'ultima volta eravamo molto curiosi di vedere la band dal punto di vista live, soprattutto per vedere se le nuove sonoritù intraprese potevano avere la giusta resa anche sul un palco.
Le luci si spengono e i megaschermi installati per l'occasione si accendono proiettando immagini varie di paesaggi e di preparazioni del palco varie, fino all'uscita della band.
Rimaniamo piacevolmente colpiti quando vediamo salire sotto ai riflettori Ryan Martinie, bassista dei Mudvayne, al basso non Fieldy, ritornato a casa per la nascita del figlio.
Lo spettacolo inizia con "Divine" dal loro primo album omonimo del 1994, per poi continuare con i vari successi della band e i tanto attesi nuovi brani del loro ultimo lavoro in studio "The Path of Totality", da "Narcissistic Cannibal" a "Chaos Lives in Everything", passando per "Way Too Far". 
Anche se si è sentita la mancanza del suono di basso tipico di Fieldy, Ryan lo ha sostituito a dovere, regalandoci a sprazzi anche dei suoi mini assoli caratteristici.
Le nuove sonorità sono state molto gradite alle nostre orecchie e a quelle del pubblico, che ha cantato tutti i pezzi ke Jonathan regolarmente incitava.
Grande impatto live, per una grande band che continua a scrivere una buona parte dell'evoluzione musicale mondiale.

lunedì 27 agosto 2012

FOO FIGHTERS

Report a cura di: Zimon
Video a cura di: Metal_Luca


FOO FIGHTERS . 13 agosto 2012
Villa Manin - Codroipo (UD)

Lo scorso 13 agosto, nella splendida cornice di Villa Manin di Codroipo (UD), abbiamo assistito, all'ennesimo importante appuntamento musicale organizzato da Azalea Promotion, in Friuli Venezia Giulia. Dopo Metallica, Chris Cornell, sono approdati nel nord est della nostra penisola, per l'unica data italiana i Foo Fighters. Centinaia di persone da tutta Italia, e non solo, si accalcano di fronte ai 2 ingressi della Villa per accaparrarsi i posti migliori fin dal primo mattino, il tutto esaurito è raggiunto subito con facilità.A scaldare il pubblico prima della band statuniteste sono i Gaslight Anthem, giovane band statunitense, e Bob Mould, ex leader della storica band punk/hardcore statunitense Hüsker Dü, band che ha influenzato lo stesso Dave Grohl durante il suo percorso musicale.Sono circa le 21 quando salgono sul palco loro, gli headliner della serata, i Foo Fighters, portando sul palco una scaletta di tutto rispetto, quasi due ore e mezza di show, di puro rock adrenalinico nel loro tipico stile, suonando pezzi dal loro ultimissimo lavoro "Wasting Light", e passando per le più belle canzoni del loro repertorio.Il leader della band è parso molto in forma, e non hanno risparmiato sorrisi e saluti al pubblico italiano, accennando anche un veloce saluto in friulano, con la frase "Mandi Udine!".La scaletta ha compreso anche alcune cover come "In The Flash" dei Pink Floyd, dove il batterista Taylor Hawkins oltre che a suonare il suo strumento ha indossato le vesti di cantante, e Breakdown di Tom Petty, con la partecipazione di Bob Mould.A metà scaletta con "These Days" c'è lo spazio di una dedica veloce agli amici che ci sono e che non ci sono più, rimandando un saluto velato all'amico Kurt.Con la splendida "Everlong" si chiude la serata, un malinconico arrivederci per un grande ritorno in terra italiana Niente da dire dal punto di vista di qualità musicale e spessore artistico per questa band che ha scritto e continuerà a scrivere una pagina importante della storia del Rock, con la R maiuscola, nota positiva anche il grande rientro di Pat Smear, alla terza chitarra. Forse si potrebbe fare un'appunto sulle caratteristiche del palco, che con l'assenza di megaschermi ed essendo un po' basso come altezza, non era proprio adatto per la miriade di persone accorse per la serata.
Scaletta:

White Limo
All My Life
Rope
The Pretender
My Hero
Generator
Learn to Fly
New Way Home
Walk
Cold Day in the Sun (cantata da Taylor Hawkins)
Arlandria
These Days
Aurora
Monkey Wrench
Hey, Johnny Park!
This is a Call
In the Flesh? (dei Pink Floyd – cantata da Taylor Hawkins)
Best of You

Times Like These (Dave Grohl chitarra e voce e resto del gruppo alla fine)
Dear Rosemary (con Bob Mould)
Breakdown (di Tom Petty con Bob Mould)
Everlong



giovedì 12 luglio 2012

NIGHTRAGE

Intervista a cura di: Zimon
La nostra intervista al chitarrista Marios Iliopoulos 
dei Nightrage


- L'anno scorso è uscito l'ultimo vostro album "Insidious", com'è stato recepito dal pubblico e dai media?
La reazione e' stata veramente positiva, sia da parte della stampa dove abbiamo avuto delle belle recensioni, che dai fans avendo amato da subito il nuovo album, e siamo veramente contenti della cosa. Insidious e' un passo avanti per il nostro melodic death metal, ed e' quello che stavamo cercando. Contiene canzoni e idee che riempiono le nostre aspettative come un metal album deve suonare, non abbiamo voluto distaccarci dal metal tradizionale, ma abbiamo cercato di renderlo piu' interessante, introducendo belle parti vocali, e un po' di orchestrazioni, per cercare di dare a certe canzoni un feeling particolare con l'ascoltatore.


- Insidious è il vostro quinto album, qual'è l'influenza maggiore che vi ha ispirato alla composizione dell'album?
Siamo influenzati da molti generi, in questi anni siamo diventati ancor piu' noi stessi fan della musica che scriviamo, amiamo band storiche come Maiden, Testament e Metallica, ma anche At The Gates o Dissection che hanno saputo creare quel particolare Melodic death metal legacy.




- Qual'è la tua canzone preferita dell'ultimo album? E quella dell'intera discografia?
Mi piacciono tutte le canzoni del nuovo album, e' difficile a volte sceglierne una, sono come dei figli.
Ma se devo dirne proprio una e' Insidious, la title track dell'album, e Solar Corona, sono due canzoni differenti ma allo stesso tempo si può riconoscere ogni elemento dello stile Nightrage.


- Dopo il secondo album, ci sono stati vari importanti cambiamenti a livello di line up, possiamo chiamare questa una seconda vita per i Nightrage? 
Bhè.. con tutte le cose che sono accadute non si è potuto fare niente, si è dovuto andare avanti comunque per sopravvivere come band, per i fan e per la musica, e sono contento di quello che sono/siamo riusciti a fare come Nightrage.
Penso che stiamo continuando a fare buona musica come su ogni album della band.


- Con la line up attuale, pensi di esser riuscito a trovare i musicisti adatti per la band?
Yeah! penso di si, abbiamo un buon rapporto, tutti i ragazzi amano questa band, e sono consapevoli dei sacrifici da fare per i nuovi album ed i tour, anche se a volte non sai quello che potrebbe accadere, e spero proprio di riuscire a continuare con questa line up per molti anni ancora.




- La svezia è la tua seconda patria, quali sono le pricipali differenze fra il tuo paese natale e questo?
Yeah, sono due paesi diversi, per prima cosa sotto l'ambito climatico, e soprattutto per la mentalità, la società vive e lavora sotto aspetti diversi. 
Io amo la Svezia, per la mentalità aperta delle persone, e la Grecia per il grande cuore che le persone hanno, si è tutti amici!


- State lavorando al nuovo album? Cosa ci dovremmo aspettare dal nuovo materiale?
Al momento mi sono preso una pausa, voglio ricaricare le batterie per essere pronto al meglio al nuovo album, non voglio affrettare la cosa, e voglio essere ispirato al meglio, nella nuova composizione.
Penso al meglio, per poi tornare con uno dei migliori album della band, per noi e per i fans!


- Grazie mille per il tempo Marios, speriamo di vederti di nuovo in Italia, per un nuovo tour, e ti auguriamo il meglio con i tuoi Nightrage. Qualcosa da aggiungere?
Grazie davvero per il vostro interesse, e spero di tornare presto nel vostro bel paese, so che anche voi come noi avete passato dei moementi di difficoltà, ma spero vivamente che supererete questi problemi e dare il meglio che potete dare.
Keep the metal flag alive and well.

giovedì 28 giugno 2012

CHRIS CORNELL

Report a cura di: Zimon
Fan-video by Metal_Luca
CHRIS CORNELL
Castello di Udine . 25 giugno 2012

Ennesimo evento musicale di spessore mondiale, quello organizzato da Azalea Promotions nella splendida cornice del castello di Udine. Quello a cui abbiamo partecipato era il "Songbook tour 2012" di Chris Cornell, una serata interessante soprattutto per le persone che non sono riuscite a vedere i Soundgarden nell'unica data italiana, delle scorse settimane, nel tour della reunion. Una serata abbastanza fresca e ventilata, causa del mal tempo che ha colpito la zona di Udine nel pomeriggio  rischiarato solo poche ore prima dell'evento.  Arrivati al castello di Udine verso le 20.30, molti posti a sedere dovevano ancora essere occupati, nel parter organizzato nelle varie zone, a posto libero o a poltrona numerata.  Ad aprire la serata, sale sul palco il giovane cantautore gallese, Paul Freeman, e per una buona mezz'ora ci ha proposto pezzi dal suo personale repertorio. Verso le 22.00 e' apparso sul palco il mitico cantante di Seattle, accolto dal pubblico con un grande e lungo applauso. Un Chris Cornell veramente in forma, che ci ha deliziato con una carellata di successi personali, tratti dal suo primissimo album solita del 1999 "Euphoria Morning", ma anche da quelli più recenti come "Carry On" e "Scream". Bella l'interpretazione di "When I'm down" con la parte di pianoforte originale, registrata e riprodotta con l'utilizzo di un giradischi ed il fruscio caldo, tipico del suono del vinile.  Accolti con molto piacere dal pubblico, gli immancabili successi della sua band, i Soundgarden, in primis "Black hole sun" e "Feel on black days" tratti da "Superunknown" uscito nel 1994, per poi passare a pezzi scritti con Audioslave, da "Be Yourself" a "Like a Stone". Attesissimi sono stati anche i successi scritti con i Temple of the Dog, dall'album omonimo uscito nel lontano 1991, il supergruppo formato con membri di Soundgarden e Pearl Jam, da pelle d'oca tutte e tre le hit "Hunger strike", "Wooden Jesus" e "Call me a dog".  Chris Cornell ha proposto anche delle cover, sempre rivisitate in versione acustica, come "Billie Jean" di Michael Jackson e "Thank you" dei Led Zeppelin.  "Blow Up the Outside World" con un finale quasi psichedelico, ha chiuso la prima parte dello show, con un loop di chitarra e un battito di cassa, fatte in diretta con la loop station e la sua voce inconfondibile a sovrastare il tutto.  Dopo una breve pausa, c'e' ancora il tempo delle ultime quattro canzoni per concludere al meglio la serata, con canzoni di Audioslave e delle cover con la conclusiva "Imagine" di John Lennon. 

Quasi due ore di concerto, uno show unico, un set acustico unico per un grande cantante, una grande voce che ha segnato gli anni novanta, aspettiamo impazienti il suo ritorno in Italia e magari di nuovo qui in Friuli con i suoi Soundgarden!

Alcuni fan-video proposti da Metal_Luca: 




Il setlist della serata:


1. Scar on the Sky 
2. As Hope and Promise Fade 
3. Dandelion (Audioslave song) 
4. Wide Awake (Audioslave song) 
5. Can't Change Me 
6. Wooden Jesus (Temple of the Dog song) 
7. Call Me a Dog (Temple of the Dog song) 
8. Hunger Strike (Temple of the Dog song) 
9. Be Yourself (Audioslave song) 
10. Fell on Black Days (Soundgarden song) 
11. Black Hole Sun (Soundgarden song) 
12. Burden in My Hand (Soundgarden song) 
13. When I'm Down 
14. Scream 
15. Sweet Euphoria 
16. Billie Jean (Michael Jackson cover) 
17. Thank You (Led Zeppelin cover) 
18. Like a Stone (Audioslave song) 
19. Doesn't Remind Me (Audioslave song) 
20. Blow Up the Outside World (Soundgarden song) 


ENCORE:
21. Satisfied mind (The Byrds cover) 
22. I Am the Highway (Audioslave song) 
23. A day in the life (The Beatles cover) 
24. Imagine (John Lennon cover)  

lunedì 11 giugno 2012

DIMMU BORGIR


Recensore & credits photo: Zimon

DIMMU BORGIR
Domenica 10 giugno. New Age Club

"An evening with Dimmu Borgir" questo e' il nome del tour 2012 dei Dimmu Borgir, che il 10 giugno e' passato anche per l'Italia e noi non potevamo mancare, per questa data imperdibile, la prima delle tre date italiane in programma, tenutasi al New Age rock club di Roncade (TV). Ad aprire la sera nessun special guest, uno show dedicato interamente a loro, piu' di 2 ore di sano metal estremo dei "Signori di Norvegia", che sono tornati a calcare i palchi di mezza europa, con una nuova line-up, di tutto rispetto, dopo le ultime defezioni di Vortex e Mustis, ad unirsi al trio principale Shagrath-Silenoz-Galder, dietro le pelli Dariusz "Daray" Brzozowski, gia' batterista dei polacchi Vader e Vesania, alle tastiere Geir "Brat" Bratland, e a completare la sezione ritmica nel ruolo di bassista Cyrus, chitarrista dei Susperia. 
A seguire una selezione delle canzoni, da "In death's Embrace" a "Tormentor of christian souls", da "Spellbound (by the devil)" a "The Night Masquerade", tutte canzoni tratte dall'album "Enthrone Darkness Triumphant" (1997), il terzo full length album della band, una prima setlist d'eccezione per festeggiare il quindicesimo anniversario dall'uscita dell'album. "Raabjørn Speiler Draugheimens Skodde" da "For All Tid" (1994), completa la prima parte dello show. Con il locale colmo di persone, lo show inizia sulle maestose note di "The Mourning Palace", acclamata con un boato dal pubblico. Un breve intermezzo di basi sinfoniche, in puro stile Dimmu Borgir, divide la prima con la seconda metà della serata, al termine, il batterista prende di nuovo il proprio posto, per primo, per deliziarci con un assolo di batteria, doppia cassa e tribale, introducendo poi il resto della band ed iniziare il secondo set con "King of the Carnival Creation", e tre canzoni dall'ultimo loro album "Abrahadabra", "Ritualist", "Dimmu Borgir" ed il singolo "Getaways". Siamo verso la fine del concerto, i 6 tornano sul palco, dopo una breve pausa, per terminare la serata in bellezza con Puritania - The Serpentine Offerings - Progenies of the Great Apocalypse. La mancanza della presenza di Vortex alle parti vocali melodiche, rimpiazzate da parti registrate delle stesse, un po' si e' sentita ma si puo' affermare che i Dimmu si confermano una delle migliori band dal punto di vista live. Come ricordato durante lo show, da Shagrath, aspetteremo il loro ritorno il prossimo anno con un tour per celebrare il ventesimo anniversario di attivita' della band.  Voto 9 uno spettacolo ineccepibile sotto ogni aspetto: esecuzione - impatto scenico - interazione con il pubblico.


Di seguito un piccolo fan-video della serata:









Dimmu Borgir Setlist . 10 giugno New Age Club:
01. Mourning Palace
02. Spellbound (By the Devil)
03. In Death's Embrace
04. Relinquishment of Spirit and Flesh
05. The Night Masquerade
06. Tormentor of Christian Souls
07. A Succubus in Rapture
08. Raabjørn Speiler Draugheimens Skodde
09. Vredesbyrd
10. Kings of the Carnival Creation
11. Dimmu Borgir
12. Ritualist
13. Gateways
14. Puritania
15. The Serpentine Offering
16. Progenies of the Great Apocalypse

giovedì 31 maggio 2012

FEAR FACTORY

Recensore: Zimon
Credits Photo: Enrico Dal Boni
FEAR FACTORY + Havok
mercoledi 30 maggio . New Age Club

La serata inizia con gli Havok, band forse, poco conosciuta in Italia, ma con il loro thrash tiratissimo, han saputo scaldare bene il pubblico prima della salita sul palco degli attesissimi headliner, Fear Factory. Il pezzo Shock, pescato dall'album Obsolete, ha fatto da opener per un concerto, dove si è potuto ascoltare una carrellata di "best of" dei Fear Factory e stiamo parlando di una band californiana con ben 23 anni di carriera sulle spalle, passando da album come Obsolete-Digimortal-Mechanize e concludere la prima parte dello show con la presentazione del nuovo album The Industrialist con la canzone Recharger. Nella seconda parte dello show, si torna indietro nel tempo al 1992, alle radici della band con brani tratti dall'album Soul of the new Machine, per poi passare a Demanufacture, l'album che li ha fatti esplodere ovvero, come ha affermato il chitarrista Dino Cazares durante lo show:"The album that have changed everything!" e concludere il tutto con un finale degno di un vero live dei Fear Factory proponendo agli astanti la stupenda Replica. Nessun pezzo tratto dai due album senza Dino Cazares, Archetype e Transgression, ma diciamo che non ne abbiamo sentito la mancanza. Burton C.Bell, anche se lo sappiamo che non è mai stato perfetto nelle parti più melodiche, ha fatto veramente un grande show grazie alla sua bella prestanza come frontman. Il ritorno di Mr. Cazares ed il suo caratteristico stile, non ha potuto che giovare e ridare vitalità alla band, bello anche lo show del nuovo bassista Matt DeVries, già chitarrista dei Chimaira, l'unica pecca, forse, la mancanza (scusatemi la battuta) di un batterista di "peso" sostituito da un Mike Heller, senza infamia ne lodi, ma difficile doversi scrollare di dosso l'ombra dei predecessori, Herrera e Hoglan. Un bel 8,5 comunque, per la serata ci sta tutto!

Fear Factory setlist:
   01-Shock
   02-Edgecrusher
   03- Smasher/Devourer
   04- Acres of Skin
   05-Linchpin
   06-Powershifter
   07-Fear Campaign
   08- Christploitation
   09-Recharger
   10-Martyr
   11-Scapegoat
   12-Demanufacture
   13-Self Bias Resistor
   14-Dog Day Sunrise
    (Head of David cover)
   15-Zero Signal
   16-Replica